Creare, scolpire, modellare… Arte e Materia, questa la mia vita

Parlano di me…

foto-milanoUna massa di riccioli rossi e 2 occhi luminosi, che trasmettono una simpatia ed una curiosità fuori dal comune.

Questo è il primo approccio, se avrete il piacere di conoscere una straordinaria artista toscana, esattamente di Camaiore, paese della lucchesia che va dalla spiaggia di Lido alle alpi Apuane.

Diplomata in pittura e successivamente in scultura all’Accademia di Belle Arti di Carrara, Federica Lucchesi, ha iniziato lavorando presso studi di grafica pubblicitaria, iniziando cosi a partecipare a mostre collettive e personali e a preparare corsi di insegnamento

Da buona lucchese ha iniziato a dedicarsi al Carnevale ed è stata la prima donna a disegnare e realizzare i famosi carri per il Carnevale e dal 1990 al 2004 ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti; in particolare, le vittorie del 2000 con Abracadabra e del 2002 con la Repubblica delle Banane, hanno avuto risalto su tv e giornali esteri.

Inoltre ha realizzato opere in cartapesta per molti carnevali italiani e stranieri, curando anche allestimenti per spettacoli televisivi e teatrali, non solo in cartapesta; dal 2005 è divenuta anche Consulente Artistica della Fondazione Carnevale di Viareggio. Come spesso succede, se hai delle doti e un pizzico di fortuna, arrivi ad un momento che la tua carriera subisce una svolta; per Federica è arrivata quando è stata contattata dal famosissimo produttore tedesco Frank Farian (già produttore di gruppi pop famosissimi come i Milli Vanilli o Boney M., tanto per citarne un paio).

Federica, il tuo è un lavoro estremamente creativo, ma indubbiamente sconosciuto ai più. Ce lo puoi illustrare brevemente?

La mia specializzazione lavorativa è esattamente la lavorazione della cartapesta, applicata ad oggetti scenografici.

L’unica scuola in Italia è a Viareggio, per cui i miei colleghi artigiani sono tutti viareggini o giu di li.

Come tutti gli altri ho imparato il mestiere al Carnevale, lavorandoci per 16 anni con ottimi risultati e salendo tutti i gradini della carriera del Viareggio fino ad arrivare ai carri di prima categoria.

Per il nostro lavoro il Carnevale è essenziale in quanto comprende tutti i vari passaggi della lavorazione (pittura, scenografia, coreografia, costumistica e musica).

 Il carnevale di Viareggio ha un carattere saputamente sarcastico, come ti rapporti a questo aspetto, come si arriva all’ispirazione per le opere?

Per fare satira, nel caso del Viareggio è quasi esclusivamente politica, è essenziale tenersi aggiornati, seguire le vicende ed è molto difficile essere attuali dopo mesi in quanto i bozzetti sono presentati dai 6 agli 8 mesi prima della sfilata.

Quindi rendere attuali certi temi è la parte più difficile, senza poi considerare che le realizzazioni devono essere di facile lettura e di impatto, in quanto il pubblico deve capire subito quello che vuoi dire.

 Hai anche lavorato per altri Carnevali?workshop-federika-262

Si certamente. Ho lavorato in tutta Italia e insegnato anche ad un’Accademia delle belle arti in in Belgio, e in Francia e a Dusseldorf per carnevali e stage.

 In breve, come arrivi tecnicamente ad una realizzazione di un’opera in cartapesta, quali sono i tempi.

La prima parte è la progettazione (quindi comporre l’idea) ed in questa fase è fondamentale la documentazione fotografica, sapere nei minimi particolari quello che vuoi realizzare.

Poi viene fatto il modello in scala, per rendersi conto di dimensioni e posizionamenti; logicamente non puoi lavorare direttamente su 10/20 metri di altezza.

A questo punto siamo a metà del lavoro in quanto successivamente c’è solo la realizzazione, quindi ingrandimento del modello.

I 2 classici modi di realizzazione sono “In diretta” (quindi creare le strutture in ferro e poi lavorazione con la cartapesta) o “Tecnica della carta a calco” che sarebbe la realizzazione del modello in creta, poi stampato in gesso e nel negativo del modello si applica la cartapesta e si ottengono i positivi in carta.

La particolarità è che fino allo stampo è tecnica classica di scultura, mentre la realizzazione in cartapesta ha il vantaggio dell’economicità del materiale, la leggerezza e questo porta ad avere effetti di movimento molto realistici.

farians-surprise4small1 Come sei stata contattata da Frank Farian?

Tramite colleghi di Dusseldorf, che mi hanno presentato come la migliore in Italia in questo campo.

Aveva bisogno di realizzare delle scenografie per un musical e non era riuscito a trovare nessuno che potesse soddisfare le sue richieste; attualmente ho un contratto diretto, non di esclusiva, con Farian.

Ci puoi parlare brevemente di quello che hai realizzato per il suo spettacolo?

 Ho fatto tutta la scenografia del finale del musical Daddy Cool, con la prima nel Settembre 2006 a Londra e fine Aprile 2007 a Berlino (spettacoli da tutto esaurito), con rappresentazioni che a Londra sono durate fino a Marzo 2007.

Gli interpreti principali sono Remove Harvey and Javine, rispettivamente il più famoso rapper inglese e la voce femminile emergente del Regno Unito.

Nello specifico ho realizzato un pappagallo, con un’apertura alare di 10 metri, che dal soffitto scendeva sul pubblico muovendo le ali, creando un aspetto molto spettacolare della scenografia.

Sul palco invece ho creato un busto di un Dio del Sole altro 6 metri, che apriva e chiudeva la bocca (con la voce di Farian) e ad un certo momento dal suo petto usciva un serpente di 8 metri, anch’esso con la bocca mobile e gli occhi illuminati; era il momento più coinvolgente dello spettacolo con il serpente che esplodeva anche fuochi d’artificio dalla testa.

Inoltre, per la stessa scenografia, ho realizzato 9 mascheroni indiani, di circa 4 metri di altezza; c’è da considerare che la stessa scenografia è stata realizzata più volte (ad esempio a Berlino era più grande e sul palco c’erano 2 pappagalli).

La particolarità è anche la realizzazione completamente in cartapesta, considerando che solitamente le scenografie sono fatte di polistirolo resine o legno, e speciali colori fluorescenti che reagiscono alle luci; ho cercato di dare molta importanza all’impatto visivo.

Forse pochi sanno che i vecchi artisti viareggini hanno lavorato nel campo delle scenografie anche per molti autori del cinema e dello spettacolo italiano (ad es. Federico Fellini).

 Lo spettacolo attualmente dove è rappresentato?

 Adesso è ancora a Berlino, ma Farian ha già preso accordi per portarlo a Mosca e Parigi.

Per me è stata un’esperienza molto interessante, sia a livello professionale che umano, avendo lavorato a stretto contatto con personaggi importantissimi in questo campo.

A Londra una realizzazione come questa non si era mai vista, per cui sono soddisfattissima del successo avuto, visto che sono riuscita a portare all’estero una particolarità che è stata molto apprezzata.

Inoltre ero l’unica italiana di questo cast numerosissimo.

A Brema ho anche presentato le scenografie del musical in 2 programmi per la ZDF (la Rai tedesca, per intenderci) con interventi in diretta di quasi 6 minuti l’uno, e anche questi dal punto di vista professionale sono sicuramente stati molto interessanti e appaganti.

Da adesso in poi, quando vederemo quegli stupendi carri del Viareggio, probabilmente ci soffermeremo a pensare anche all’estro, alla capacità e alla professionalità di chi mette il proprio ingegno a servizio di questa arte straordinaria.

Federica ne è uno degli esempi più lampanti e ci auguriamo che le sue opere possano continuare a fare il giro del mondo, dimostrando che l’Italia è ancora la patria dell’arte, dell’ingegno e della creatività.

Per contatti : federicalucchesi @gmail.com

A cura di Leonardo Cecconi per www.art-pool.it 

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Una Risposta

  1. Laura

    Bello l’articolo, però tralascia il fatto che i carri del Carnevale di Viareggio di F.Lucchesi sono stati interamente realizzati con il costruttore Simone Politi, che non solo si occupava materialmente di assemblare il carro ma firmava anche tutti i bozzetti. Per correttezza merita citarlo.

    febbraio 5, 2017 alle 9:10 am

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